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CARMELINAIL MIO SPAZIO
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April 25 Mio nonno.Quello che segue è tratto da una breve pubblicazione dell' A.N.P.I. edita il 25 aprile 1995, a cinquanta anni dalla Liberazione a San Severino Marche.
"Nella memoria degli anziani rimane ancora vivo il ricordo del gesto, indubbiamente al limite dell' eroismo, del Maresciallo Antonio Giordano, comandante della stazione dei Carabinieri di San Severino Marche.
Il suo comportamento di ribellione e di sfida ai tedeschi assurse a valore di esempio per tutta la popolazione".
"Egli aveva permesso ai partigiani di impadronirsi di armi e munizioni sistemate in un vecchio fabbricato a fianco del ponte di S. Antonio nonchè nei depositi della caserma di S. Domenico affidati, dopo lo sbandamento dell' esercito, alla custodia dell' Arma dei Carabinieri."
Scrive nel suo diario della Resistenza Mario Depangher, istriano confinato politico a San Severino, che fu a capo della "banda Mario" confluita poi nella divisione marchigiana Garibaldi:" ...dopo lunghe trattative il maresciallo Giordano decise di lascarsele portare via (le armi). Per non compromettere i custodi si diede al forzamento una certa parvenza realistica e nella notte del 27 settembre, previa sparatoria, pochi uomini realizzarono la non difficile impresa."
La popolazione è esaltata dai fatti. Essa è, in larga parte, con i partigiani e naturalmente circola voce che anche i carabinieri collaborino, specialmente con il Maresciallo Giordano.
Un testimone oculare dei fatti del successivo I° ottobre:
" Quel I° ottobre 1943 alla scuola media sita nell' ex palazzo del Ginnasio non c' erano lezioni. In città si stavano trascorrendo giorni di tensione; i 400, 500 soldati di stanza a San Severino, dopo l' armistizio dell' 8 settembre, bussavano alle abitazioni dei pochi cittadini non sfollati in campagna, alla febbrile ricerca di abiti civili.
Il mese di ottobre cominciò con una giornata piena di sole, faceva caldo.
Poco prima delle nove, mentre mi trovavo all' interno della sartoria di mio padre, in Piazza Vittorio Emanuele, oggi Piazza del Popolo, vedemmo transitare una camionetta militare con a bordo tre ufficiali tedeschi delle SS.
La vettura si fermò 25 metri più avanti di fronte all' ingresso della caserma dei Carabinieri ed i tre ufficiali entrarono all' interno.
Era la prima volta che a San Severino Marche faceva la comparsa una macchina simile! Poco dopo uscirono i tre ufficiali tedeschi ed il Maresciallo Giordano, che conoscevo bene di vista, per averlo incontrato più volte.
Indossava una camicia bianca con le maniche rimboccate ed un paio di pantaloni scuri senza la banda rossa. Salirono tutti a bordo, uno si sistemò alla guida e gli altri due dietro, ai lati del maresciallo.
La camionetta si mosse lentamente, completò un quarto di giro della piazza e si fermò davanti al Palazzo Comunale all' altezza del posto telefonico pubblico situato sotto il porticato.
I due tedeschi entrarono per telefonare, lasciando il Giordano seduto sul sedile posteriore in compagnia del terzo ufficiale rimasto al posto di guida.
Ad un tratto il Maresciallo Giordano si aggrappò con le mani al bordo sinistro della camionetta e con un salto acrobatico toccò terra con le gambe unite, mettendosi poi a correre dalla parte opposta del mezzo, zig-zagando in direzione di Via Garibaldi.
Il militare che si trovava al posto di guida portò subito la mano destra sulla fondina della pistola, ma un po' per l' ostinazione di questa ad aprirsi, un po' perchè si trovava stretto dal volante, perse attimi preziosi che invece si rivelarono provvidenziali per il fuggitivo. L' ufficiale dovette scendere dall' auto e solo in posizione eretta potè estrarre l' arma ed indirizzare molti colpi di pistola al Maresciallo Giordano fino a quando lo stesso, sempre correndo, girò sulla destra per infilarsi lungo lo stretto Vicolo delle Cicette.
Fu lì che, avendo guadagnato un certo vantaggio sull' inseguitore, invece di percorrere tutto il vicolo, sì fermò per nascondersi nell' andito di una porticina e , quando gli arrivò vicino il tedesco, lo sgambettò facendolo rovinare a terra, lo prese a pugni, lo disarmò e con l' arma lo colpì al capo tramortendolo.
Poi seppi che il Maresciallo Giordano seguitò la fuga passando per Via Abbondanza,loggiato Luzi, porta Collio, attraversò la provinciale per Castelraimondo e, camminando all' interno dell' orto Bianchi, si portò fino a Borgo Conce, dove trovò un provvidenziale nascondiglio: il tunnel per la condotta dell' acqua usata dall' Elettrochimica Ceci, che andava a ricongiungersi con il fiume Potenza.
Frattanto l' ufficiale tedesco ferito era stato raggiunto dai due commilitoni e tutti e tre, benchè avessero intuito la strada percorsa dal maresciallo, tanto da arrivargli molto vicino, non andarono a cercarlo dentro la galleria, pensando che la profondità dell' acqua fosse maggiore. Mitra in spalla se ne tornarono in piazza per chiamare telefonicamente i rinfozi , che arrivarono in massa poco prima del mezzogiorno.
La fuga del maresciallo e la ricerca affannosa dei tre ufficiali nella zona non sfuggì ai fratelli Giuseppa, Anacleta e Quintilio Gabrielli, che abitavano la prima casa a destra del Borgo Conce, quasi a ridosso del canale di condotta.
Attesero che i militari se ne andassero ed invitarono il Maresciallo Giordano ad entrare in casa; gli trovarono indumenti di diverso colore ed una di loro, Giuseppa, lo accompagnò alla strada per San Pacifico......
Buon 25 aprile .
February 24 LEOPARDI.In somma conviene che il filosofo si ponga bene in mente , che la vita, per sè stessa non importa nulla, ma il passarla bene e felicemente, o se non altro, anzi soprattutto, il non passarla male e infelicemente. E perciò non riponga l' utilità in quelle cose che semplicemente aiutano, conservano ec. la vita, considerata quasi fosse un bene per sè stessa, ma in quelle cose che la rendono un bene, cioè felice da vero.
Giacomo Leopardi February 07 .....e intanto sotto l' onda emotiva dei sì e dei no si sta subdolamente facendo strada una spaventosa deroga a due principi di civiltà giuridica, ereditati dalla Rivoluzione Francese.
Il primo è il principio di Separazione dei Poteri, enunciato da Montesquieu , in base al quale i tre poteri dello Stato, potere legislativo, potere politico e potere giudiziario non devono interferire fra loro.
Il secondo, sempre di provenienza illuministica, è quello per cui la legge deve esprimersi in NORME GENERALI E ASTRATTE, non costruite ad hoc su di una fattispecie concreta.
Le ragioni di garanzia delle libertà dei cittadini che presiedono a questi due basilari principi sono fin troppo evidenti: in sintesi essi devono scongiurare il pericolo di accentrare, come accadeva nell' ancien regime, ogni potere nelle mani di un solo organo, perchè , se l' esecutivo può redigere una legge, od un atto ad essa parificato come il decreto legge, a misura del caso concreto, è ovvio che esso si sostituisce indebitamente alla magistratura, cui , sola, è demandato il compito di reperire la norma del caso concreto.
Così come solo al giudice spetta stabilire quando ricorrano i presupposti di pericolo di lesione di un diritto individuale ed agire di conseguenza, presupposti che sono ben diversi da quelli che stanno alla base del potere di decretazione d' urgenza , spettanti all' esecutivo.
Amici miei, non lasciamoci strumentalizzare dal partito del sì e del no, perchè la protesta che dobbiamo sollevare è tutt' altra e di ben altra natura.
Non c' entra l' etica, credetemi, ma la LIBERTA '. Con affetto
October 29 Un documento dell' Inail all' origine del capolavoro Riso amaroTrovo questa interessante notizia nella mia posta e ve la giro. Buona giornata a voi 16 ottobre 2008. L'Istituto ha presentato al festival "Cinema &/è lavoro" di Terni alcuni filmati del suo archivio storico. E si scopre così il motivo che ispirò De Santis a girare la celebre pellicola con Silvana Mangano TERNI - E' stato il film che ha lanciato la prorompente bellezza di Silvana Mangano nello star system internazionale. Ma è stato anche il classico del neorealismo che, per la prima volta, ha denunciato la vita faticosa di una categoria di lavoratrici altrimenti dimenticate - le mondine - ritratte chine per ore nell'acqua gelida delle risaie. Si tratta di "Riso amaro", ovviamente, il film girato da Giuseppe De Santis nel 1949 e oggi considerato uno dei capolavori del cinema italiano. Se la critica ha scritto pagine e pagine su questa pellicola, in pochi sanno però che a ispirare il regista è stato un documentario da lui realizzato, l'anno precedente, in qualità di direttore della fotografia per conto dell'INAIL. Anche la "mitica" calza nera indossata dalla Mangano è legata all'Istituto: questa che è ormai passata alla storia come un'icona della sensualità in origine era, molto più semplicemente, un ausilio fornito dall'Ente per proteggere le mondine dalle vesciche causate da un parassita presente nelle acque delle risaie. A raccontare questi curiosi retroscena è stato il direttore della comunicazione, Marco Stancati, presentando alcuni documentari dell'archivio storico dell'Istituto nel corso della sesta edizione di "Cinema &/è lavoro", il festival in programma fino a sabato prossimo a Terni e dedicato a film, documentari e fiction da tutto il mondo che coniugano la passione per la settima arte a una forte attenzione per i problemi sociali. Prodotti negli anni del dopoguerra, questi reperti - filmati sul lavoro di agricoltori e coltivatori, realizzati in collaborazione con le associazioni di categoria - rappresentano adesso dei documenti preziosi non solo per la loro testimonianza di alto valore storico, ma anche per capire qual è stata l'evoluzione della comunicazione promossa dall'Ente sui temi della sicurezza. Un'occasione che ha permesso anche a Stancati, nel corso del convegno "Chi muore al lavoro e chi lo racconta" - un momento di confronto tra mondo dell'informazione, istituzioni, sindacato e associazioni di categoria su cosa può fare l'informazione per creare una "cultura diffusa" sulla sicurezza - di analizzare gli obiettivi e le finalità delle strategie messe oggi in atto dall'INAIL. "Rifuggire dall'isterismo comunicativo" è stato, così, il messaggio forte al centro del suo intervento. "Nella quotidianità l'infortunio è più drammaticamente banale del rogo della Thyssen. In quella tragedia ci sono da una parte i buoni e dall'altra i cattivi, tutto è più semplice", ha detto Stancati, ricordando che per il 98% delle imprese italiane sono di piccole o di micro dimensioni. "La realtà degli infortuni è molto più articolata e spesso il datore di lavoro coincide col lavoratore. E' facile indignarsi quando il nemico è fuori di noi, ma quando ci troviamo davanti a una ditta a conduzione familiare tutto è più complicato. Non bisogna fermarsi agli stereotipi". Stancati ha illustrato, così, il perché della scelta fatta dall'INAIL ormai 13 anni fa di non utilizzare, sul piano comunicativo, spot traumatici e violenti: "Non funzionano. Come per gli spot contro gli incidenti stradali, lo choc allarma i genitori ma crea un sentimento di sfida nei ragazzi", ha concluso. "Noi usiamo tutti i linguaggi per far diventare la sicurezza un territorio comune, legato alla quotidianità". October 13 Maria Grazia Maiorino.Vi propongo due poesie di Maria Grazia Maiorino, poetessa vera,conosciuta per caso sulla corriera per Recanati, mentre mi recavo al recente convegno su Giacomo Leopardi.
Ho instaurato con questi versi un rapporto quasi di confidente familiarità e spero che a Maria Grazia non dispiacerà se li inserisco nel mio blog.
Buon ascolto
Il bisogno di parlare dei morti
forte come questo sole d' ottobre
dopo le grandi piogge
ardente apre la rosa
fa pensare ai ritorni
intanto il cielo si riempie di nuvole
come luoghi dove andarli a cercare
come uccelli che passano via
fino alla pioggia di nuovo
che schiaccia urlante minaccia
vi perde - voi là sotto protetti -
ho anch'io la mia tana
murata
Ogni volta dove ti vedo?
là ti vedo mentre apri il cancello
e scendi gli scalini allegramente
e ogni volta festeggio il tuo ritorno
in lotta con il cane per gli abbracci
nel mio amore c'era la nostalgia
di non averti conosciuto bambina
e adesso non so come chiamarlo
questo sentimento illimitato
che continuamente t' accompagna
nel mio amore c'è la supplica
di un' apparizione
o dio pagano tra due donne assorto
esclusa dal banchetto vederti partire
e inseguire tutto il giorno
la fortuna di un sogno
innalzando ponti sulle ore lente
nella notte versate
Maria Grazia Maiorino "Di marmo e d' aria" Ed. Manni
September 18 Novella.
DILEMMA
Bianco quaderno perno di penna impennata a idea ideata serena rena di mare. Navigare su bianco foglio violato vergato in bella scrittura con senso-dissenso e pioggia di lettere mute cadute per caso da punta di biro guidata da mente impazzita di vita segreta / moneta ancorché rifiutata/ amata dal segno impegno ingegno di chiara memoria di storia ormai navigata : ABIURATA. Di gruppi sociali perversi avversi: ma siamo diversi? Ma siamo fratelli oppure orpelli da governare sfruttare buttare? Dilemma insoluto evoluto involuto VOLUTO.
Da "Nughe rughe fughe" di Novella Torregiani-inedita August 25 Pensieri.Non conosco tempo migliore di quello trascorso su di una spiaggia, con un libro aperto tra le mani, mentre lo sguardo spia le sfumature dell' acqua, mai uguali,sotto il trascorrere delle ore della giornata estiva.
In casa ho ritrovato vecchi libri che appartenevano a mio padre, marchiati dalle sue sottolineature a penna, spesso vergate in rosso.
Non ho potuto fare a meno di sorridere fra me. Un tempo non le sopportavo quelle sue linee tracciate con vigore, che mi facevano perdere il filo della lettura, quasi sovrapponendosi alle parole del testo.
Spesso, se mi avvedevo che sulle pagine era "passato" lui, perdevo ogni interesse al libro e lo riponevo indispettita. Quelle linee nervose e decise sembravano indicarmi imperiosamente le conclusioni che dalla lettura del testo si dovevano trarre: un' imposizione, come sempre, come in tutte le cose che mi riguardavano, anche se in modo indiretto ed eventuale.
Ora è diverso e quei tratti sulle pagine vengono a tracciare un sentiero immaginario, che fanno ritrovare chi non c'è più....
Grazie per essere passati di qui anche in mia assenza ed aver lasciato i vostri pensieri per me
Buonanotte June 03 Canto del servo pastore.Dove fiorisce il rosmarino c'è una fontana scura
dove cammina il mio destino c'è un filo di paura
qual è la direzione nessuno me lo imparò
qual è i mio vero nome ancora non lo so.
Quando la luna perde la lana e il passero la strada
quando ogni angelo è alla catena ed ogni cane abbaia
prendi la tua tristezza in mano e soffiala nel fiume
vesti di foglie il tuo dolore e coprilo di piume.
Sopra ogni cisto da qui al mare c'è un po'
dei miei capelli
sopra ogni sughera il disegno di tutti i miei coltelli
l' amore delle case, l' amore bianco vestito
io non l' ho mai saputo e non l'ho mai tradito.
Mio padre un falco mia madre un pagliaio,stanno
sulla collina
i loro occhi senza fondo seguono la mia luna
note,notte, notte sola, sola come il mio fuoco
piega la testa sul mio cuore e spegnilo poco a poco.
May 23 I nostri martiri. Dal blog di Giuseppe.Sedici anni fà, a quest'ora, saltava in aria Giovanni Falcone. Qualche mese dopo lo seguiva nella sorte il collega e amico Paolo Borsellino.Antonio Caponnetto, il loro padre putativo, ebbe a dire che con loro moriva la speranza della Sicilia.Era vero: Borsellino, pochi giorni prima di morire, aveva rilasciato un' intervista in cui parlava di Berlusconi e del suo stalliere. Oggi lo stalliere, condannato per mafia, non c'è più, ma il nostro presidente del consiglio lo ha eletto ad eroe.
May 19 Ancora bambini.Sabato mattina, spettacolino di fine anno scolastico dei miei bambini.
Lungo il viale della città ogni classe ha deposto a terra lunghi striscioni, leggibili soltanto percorrendoli in tutta la loro (tanta) lunghezza:fratellanza, amicizia ecc.
Ma la cosa più bella è stato il piccolo concerto, organizzato a metà viale, nella confusione del traffico cittadino del sabato mattina e fra l' andirivieni frettoloso dei passanti:voci di bimbi e musica che timidamente, ma ostinatamente, cercavano di superare il frastuono indifferente dei motori.
Buon inizio di settimana! May 11 Le parole del mio piccolo Italo, per me.La mia mamma è così speciale per me, che non si può descrivere.
Lei ha gli occhi castani, luminosi e così espressivi, che sorride più con gli occhi che con la bocca.
Io nei suoi occhi vedo tutta la bontà e la gentilezza del mondo.
La sua bocca è sorridente e vellutata.
Quando mi dà un bacio sento una lieve carezza e quando cammina lascia la scia del profumo che porta di solito ed emana in tutta la casa il suo buonissimo odore
Il suo viso è incorniciato da capelli folti, scuri e lisci.
La sua carnagione è chiara e la sua pelle liscia come il petalo di una rosa.
La mia mamma è molto allegra e sorridente, le piace molto leggere e stare in casa.
Le piace però anche nuotare ed andare in bicicletta.
Quando torna dal lavoro è sempre molto stanca e si lamenta che ha camminato tanto e che le fanno male i piedi
Quando io sono preoccupato per una verifica, mi rassicura dicendo che l' importante è studiare e che anche se prendi un brutto voto, puoi sempre rimediare riflettendo sui tuoi errori.
April 21 La mer.
April 17 I segreti di Leopardi a Napoli
Citazione I segreti di Leopardi a Napoli February 18 Per Elena.Cara Elena, me lo immaginavo,sai, che la poesia di Lorca non fosse delle tue preferite.
Dalla frequentazione del tuo blog credo di aver capito i tuoi gusti
Tu evidenzi alcuni "difetti" formali, come la ripetizione della parola anima. E' verissimo e, se è per questo, ci sono molte altre dissonanze, come l' espressione: " e non è che le rose sono bianche perchè ci è caduta sopra la neve". E' vero che bisognerebbe conoscere la lingua originale, ma, comunque, si tratta di un' epressione ripetitiva, quasi puerile e decisamente poco elegante. Ma certo non casuale. E su questo, penso, sarai d' accordo.
A me questi versi piacciono e molto.Mi toccano profondamente, perchè il dolore è martellante, proprio come una parola ripetuta troppe volte.
Il dolore è scomposto, come un' espressione verbale sgraziata e goffa.
Il dolore, a volte, fa fatica ad articolarsi in frasi di senso compiuto, quando deve prendere atto di una verità amara, come la propria omosessualità, o il fallimento del proprio amore.
Ciao Elena, grazie per il tuo commento, torna a trovarmi e tienimi aggiornata sulle tue interessanti iniziative!
February 08 Canzone d' autunno.
January 21 A Silvia.
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